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Una nuova tassa minaccia Amazon

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di Federica Dentamaro

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La California ha allo studio una nuova legge per tassare le vendite on line, e il primo a farne le spese sarebbe Amazon, il più grande rivenditore al dettaglio sul web.

Secondo le norme tuttora vigenti, solo le aziende fisicamente presenti nel territorio dello Stato sono tenute a pagare una tassa sulle vendite. Poiché Amazon non ha sedi fisiche in California, né magazzini, né negozi, né uffici, finora non ha dovuto pagare alcuna tassa.

Ora però la California ha bisogno di fondi per far fronte alla recessione, e per finanziare riforme della sanità e sviluppo di energie alternative. I legislatori stanno perciò studiando una nuova normativa secondo cui anche l’infrastruttura Internet è considerata una “presenza fisica”; ciò permetterebbe di tassare le vendite di Amazon e di altre aziende analoghe, con un gettito fiscale stimato in circa 150 milioni di dollari all’anno.

A quanto pare, i profitti di aziende web del calibro di Amazon sono nel mirino dei sistemi fiscali di tutto il mondo. Il presidente francese Sarkozy ha recentemente proposto una “Google tax”, basata sul principio che motori di ricerca e siti web come Facebook dovrebbero pagare per l’utilizzo delle infrastrutture internet anche in Paesi in cui non hanno fisicamente sede.

Anche altri Stati americani stanno studiando nuove normative simili a quella californiana. Amazon però promette battaglia, minacciando di chiudere i numerosi contratti che ha in corso proprio in California, nel caso la legge fosse approvata.

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