Si nascondono molte insidie dietro un semplice indirizzo IP: sicuramente ha pensato questo la signora Paradiso, una donna statunitense che si è vista escludere dalla rete per violazione del copyright. La sua “colpa” era, secondo il provider Qwest Communications, di aver scaricato illegalmente ben 18 film. In realtà, però, alcuni malintenzionati hanno sfruttato l’IP del computer della donna per i loro atti di pirateria.
La vicenda ha destato molti timori da parte del popolo del web: quello della Paradiso non è il primo e neanche l’unico caso di ingiuste accuse di violazione di copyright. Ad esempio Tanya Andersen era stata accusata da RIAA di violazione dei diritti d’autore ed era stata condannata al pagamento di una grossa somma di denaro. Ma anche in questo caso le accuse si erano rivelate infondate.
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