Nei mari del Nord sono tornati i Pirati. Dopo il successo alle elezioni europee in Svezia, con più del 7% dei voti e due posti nel parlamento europeo, e il seggio ottenuto in Germania a seguito di un “mini-ribaltone”, il Partito dei Pirati progetta di presentarsi alle prossime elezioni nazionali in Olanda, previste per il 9 giugno.
Secondo la sua ormai consolidata piattaforma politica, il partito si propone di legalizzare la condivisione via web di tutto il materiale coperto da diritti e di abbreviarne comunque a 5 anni i termini di scadenza del copyright. Va detto che, in Olanda, è già legale il download “per uso personale” di musica e film coperti da copyright.
Come sempre, le proposte dei Pirati fanno discutere. Tim Kuik, il leader dell’agenzia anti-pirateria BREIN, afferma di non essere preoccupato da questi progetti di breve respiro e irrealistici. Ma Samir Allioui, presidente dei Pirati, ribatte che simili affermazioni avranno il solo effetto di portare voti al suo partito, dato che il BREIN non è ben visto dalla maggior parte degli elettori.
Al di là delle polemiche politiche, il primo scoglio da superare per i Pirati è il versamento di 12.000 euro che in Olanda è necessario per partecipare alle elezioni (un buon metodo per sfoltire il numero delle liste ammesse alla consultazione). I Pirati confidano nei numerosi simpatizzanti per riuscire a raccogliere la somma in tempo. E sull’onda dell’entusiasmo, il partito si appresta a salpare anche nel Regno Unito.
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