Un’analisi dei costi di produzione dell’iPad Apple, condotta dalla società iSuppli, mostra che il margine di profitto sul modello più costoso del tablet (prezzo all’utente di quasi 500 dollari) è del 56%; margine che sale al 58% per il modello da 830 dollari.
iSuppli è una società californiana che si occupa di ricerche di mercato, in particolare per quel che riguarda l’elettronica. Per la sua indagine non ha potuto esaminare da vicino un iPad (che per molti versi sembra ancora un oggetto misterioso), ma si è servita di un modello generato al computer, analogo a quello già usato per stimare i costi di produzione degli ultimi due modelli di iPhone. Allora l’analisi ebbe un margine di errore non superiore al 2%.
iSuppli precisa che l’analisi non tiene conto dei costi di software, licenze, royalty, ma solo dell’hardware. Se però le stime fossero confermate, Apple potrebbe abbassare i prezzi dell’iPad, mossa utile per incentivare le vendite qualora queste non partissero con sufficiente slancio.
Apple dovrà però valutare attentamente l’utilità di un’eventuale “mossa al ribasso”: quando nel 2007 abbassò i prezzi dell’iPhone da 8GB di ben il 33%, dovette fronteggiare la reazione di migliaia di acquirenti che solo pochi mesi prima avevano atteso pazientemente in fila per aggiudicarsi l’iPhone a un prezzo più alto. E Steve Jobs dovette rimediare al passo falso, annunciando nel giro di ore l’apertura di un credito Apple di 100 dollari per tutti i possessori del telefonino.
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