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Google rinuncia alla licenza in Cina

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di Filippo Valsorda

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Era già ufficiale, ma ora c’è il bollo dello stato: Google non ha più la licenza di “fornitore di contenuti internet” (“internet content provider”, ICP) in Cina.
La licenza, concessa dal governo cinese, ha durata di un anno e per Google è scaduta alla fine di Maggio, senza che venisse rinnovata.

La licenza ICP è necessaria per fornire servizi internet (quindi anche ricerche) con base nel territorio cinese, cioè dall’interno del “Grande Firewall” che filtra i contenuti ritenuti sensibili dal governo.
I servizi continueranno a essere dunque disponibili ai cittadini cinesi, senza censure, attraverso il portale google.com.hk con base in Hong Kong. Almeno per ora, in quanto non si sa se e quando il regime deciderà di oscurare anche quello.

Google potrà ancora condurre ricerca e sviluppo sui suoi telefoni Android e su altro software all’interno della Cina, così come vendere pubblicità da mostrare nel motore di ricerca e sulle pagine associate.

Per chi si fosse perso le controversie degli ultimi mesi, Google ha annunciato che avrebbe rimosso le censure dal suo motore di ricerca in Gennaio, in seguito ad un tentativo di attacco alle caselle email (controllate da Google) di alcuni dissidenti.

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